La matrice extracellulare è un insieme di molecole (collagene, acido ialuronico, GAG...) che connettono le cellule tra loro e ne permettono gli scambi e la vita. Ogni organo e tessuto è formato da cellule immerse in un “gel” composto da acqua e matrice extracellulare che avrà una struttura più densa o più elastica a seconda della funzione a cui deve assolvere. Ad esempio un menisco deve sopportare principalmente forze di compressione e avrà una matrice più resistente alle compressioni (perchè più ricca di collagene di tipo I che ha strutture chimiche funzionali alle forze compressive) mentre il tessuto muscolare sarà avvolto da una fascia (anch’essa composta da matrice extracellulare) più elastica che meglio si presta alle funzioni muscolari.
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Il fibroblasto: come le cicatrici modificano la postura
Le forze che quotidianamente applichiamo ai nostri muscoli (allenamenti, atteggiamenti posturali...) stimolano alcune di queste cellule (chiamate fibroblasti) a “trasformarsi” in miofibroblasti che hanno la capacità di contrarsi per reagire meglio a questi carichi.
A differenza dei muscoli, che eseguono contrazioni veloci ma dispendiose dal punto di vista energetico, i miofibroblasti inducono contrazioni lente (necessitano di circa 30' per arrivare alla massima tensione) che rimodellano la matrice extracellulare e i tessuti "fissando" la postura in modo da limitare il dispendio energetico.
Perché ci interessa? Perché i miofibroblasti non sono controllati dal sistema nervoso (e quindi dalla nostra volontà) ma dalle tensioni meccaniche e questo spiega la rigidità di chi si allena senza eseguire regolarmente stretching. Un continuo allenamento su un distretto muscolare porterà a una rigidità che, se mantenuta nel tempo, porterà ad un’attivazione dei miofibroblasti che fisseranno quei segmenti rendendoci più “rigidi”.
Un altro stimolo in grado di attivare i mio fibroblasti è legato all’infiammazione e questo è il motivo per cui queste cellule vengono considerate il ponte tra cicatrici e postura. Il processo di riparazione di una ferita può seguire due strade:
- fisiologica (guarigione): dopo un intervento chirurgico la Matrice Extracellulare si deposita, modella e vascolarizza. Se lo stimolo meccanico e l’infiammazione cessano, i miofibroblasti muoiono e la capacità di mantenere chiusi i lembi delle cicatrici dipende solo più dal collagene depositato;
- non fisiologica (fibrotizzazione): se l’infiammazione attorno alle cicatrici permane, vengono prodotte grandi quantità di TGF β, una citochina che stimola chimicamente e meccanicamente (a causa dei fluidi legati all’infiammazione) i miofibroblasti a rimanere attivi. Questo innesca un circolo vizioso che porta a tensioni sulla matrice extracellulare che sul cronico possono indurre modificazioni posturali a distanza (ad esempio l’anteposizione del capo dopo un parto cesareo). Spesso questo è il percorso che porta ad avere delle cicatrici ipertrofiche
Cicatrici e postura: come intervenire?
Le possibilità di intervento sono anche in questo caso multifattoriali. Eseguendo delle mobilizzazione della cicatrice in più direzioni possiamo dissipare le tensioni che hanno attivato i miofibroblasti allentando rigidità miofasciali a distanza. Scollamenti, massaggi, tecniche di coppettazione possono risultare utili (ovviamente sotto la guida di un professionista del settore).
Un'altra strategia è quella di concentrare tutti gli stress nella prima parte della giornata, vediamo perché. La matrice extracellulare si rimodella ogni giorno seguendo un ritmo biologico legato all’ormone dello stress (il cortisolo). Questo ormone, in fisiologia, viene prodotto in misura maggiore nella prima parte della giornata e meno dal pomeriggio sera. Se subiamo stress cronici avremo valori di cortisolo sempre uguali e continueremo a destrutturare la matrice extracellulare senza darle modo di “ricostituire” le proprie fibre. Su stress lavorativi o familiari possiamo fare ben poco ma concentrando qualunque evento che ci risulti stressante (ad esempio un allenamento) nella prima parte della giornata può risultare una strategia vincente.
A livello di alimentazione è consigliabile evitare di assumere cibi bruciacchiati e/o cotti e riscaldati più volte perché ricchi di AGEs e ALEs, cioè sostanze che in seguito al riscaldamento/cottura ripetuta hanno modificato la propria struttura chimica. Queste sostanze tendono ad accumularsi nella matrice extracellulare modificandone la funzionalità.
A livello di attività fisica è bene preferire allenamenti brevi e intensi (per migliorare il profilo metabolico legato ai carboidrati) e magari eseguiti nel mattino/primo pomeriggio (per i motivi già visti). Abbinare esercizi di stretching seguendo le linee miofasciali permetterà di mantenere una mobilità armoniosa senza creare tensioni che, a causa dei mio fibroblasti, possono alterare la postura.
Bibliografia:
Larsen W.J. - "Embriologia umana" - Idelson Gnocchi
Bordoni B.D., Zanier E. - "Cicatrici. Un sistema da trattare" - EdiErmes
AA.VV. - "La PNEI e il sistema miofasciale: la struttura che connette" - Edra
Pelizza G. - "COMPOSIZIONE CORPOREA - Dalla fisiologia alla pratica"